Pavimenti in legno a formelle di noce e ciliegio, riproduzione di modelli antichi: problemi derivanti dall’ incollaggio su riscaldamento a pavimento

pict0026.JPGAbbiamo da poco esaminato un problema piuttosto serio riguardante delle formelle di pavimento posate su massetto riscaldato che si stavano vistosamente imbarcando e distaccando dal massetto.

Il pavimento a formelle in noce e ciliegio oggetto dell’ analisi è stato prodotto in copia ad una tipologia presente fino alla metà del 1800 nel nord Italia.

Le formelle risultano pertanto composte da liste alternate di noce e ciliegio incollate fra di loro, e sono quindi soggette ai ritiri tipici di una tavola larga più di 50 cm ( corrispondente alla diagonale delle formelle ).

Siffatte formelle venivano normalmente inchiodate su un tavolato, questa tecnica permetteva infatti che potessero ritirarsi in inverno a causa del riscaldamento ambientale evidenziando una fessura che si sarebbe riavvicinata in estate all’ aumentare del grado di  umidità relativa dell’ aria.Tali movimenti nel corso degli anni avrebbero determinato un pavimento un po’ fessurato ma senza imbarcature o rotture.

Nei casi di fessurazione più  evidenti ( dato il basso costo della mano d’ opera ) all’ atto della levigatura venivano poi inserite delle stecche di legno sagomate a cuneo , inserite incollate nelle fessure e successivamente levigate insieme al pavimento.

100_1763.JPGNel caso qui considerato  tuttavia le formelle sono state incollate ad un massetto di cemento riscaldato, pratica corretta se si trattasse di un pavimento formato da pezzi indipendenti di dimensioni ridotte ( parquet moderno),  ma trattiamo qui  di  un pavimento a formelle di legno massello con caratteristiche dimensioni un pò particolari come sopra descritto.

In questo caso quindi all’ accensione del riscaldamento le formelle provano a ritirare e trovano l’ opposizione della colla; essendo molto forti, si imbarcano vistosamente sugli spigoli  o si scollano a tratti.

La soluzione di restauro  risulta estremamente complessa.

Infatti, la levigatura necessaria a spianare tali  spigoli  consumerebbe quasi fino all’ incastro gli  stessi ed è pertanto sconsigliabile. L’ eventuale stuccatura con materiale duro delle fessure, necessiterebbe inoltre di levigatura ripresentando il problema precedente e si distaccherebbe nelle prossime stagioni di riscaldamento.

Concludo pertanto ritenendo che le imbarcature e le fessurazioni non siano qui correggibili senza consumare il pavimento quasi fino agli incastri nei punti maggiormente imbarcati, gli unici interventi economici di significato potrebbero essere fatti a zone con lo scopo di re-incollare i pezzi distaccati o che risultassero eccessivamente mobili.

Il ripristino dell’ integrità originaria del pavimento  sarebbe invece molto costoso e presupporrebbe la rimozione del pavimento al fine di utilizzarlo come materia prima nella composizione delle formelle su supporto in tre strati ( quindi stabile su riscaldamento a pavimento ) .

Le formelle  così composte potrebbero essere incollate direttamente  al massetto riscaldato senza incorrere nel problema qui trattato. Il costo dell’ operazione sarebbe alto  e  poche sono le strutture in Italia  attrezzate e qualificate per questo tipo di intervento.

Tali aziende sono state da me interpellate, ed hanno prodotto i campioni ora al vaglio della committenza.

M. Gallero

2 Comment(s)

  1. buon giorno,
    anche noi stiamo valutando l’utilizzo di formelle nuove 50×50 in legno teak antico, con la differenza che abbiamo un riscaldamento tradizionale, cosa consiglia in merito al massetto e sopratutto consiglia la scelta?
    Inoltre non amiamo l’effetto lucido, ma amo la praticità e l’effetto vissuto cosa consiglia per il trattamento?
    la ringrazio anticipatamente
    cordiali saluti
    beatrice

    beatrice | mar 14, 2010 | Reply

  2. Buongiorno,

    quando si tratti di componenti in legno massello aventi larghezza superiore ai 6 cm. spessore maggiore di 1,5 cm. e lunghezza superiore ai 50 cm, ritengo indispensabile la scelta di inchiodare o avvitare il pavimento in legno ad un sottofondo di compensato fenolico o a magatelli annegati al cemento.

    Nel suo caso quindi la formella da 50 cm. di lato potrebbe anche essere adatta all’ incollaggio (mi riferisco ai suoi singoli elementi, se lasciati liberi dentro alla cornice e non incollati fra di loro). Tuttavia per esserne sicuro dovrei vedere una foto della formella stessa, e conoscerne lo spessore.

    Trattandosi di legno antico ricomposto a formelle, consiglio tuttavia di far controllare il grado di umidità del legno senza fidarsi dell’affermazione che il legno antico è sicuramente secco (basterebbe infatti averlo tenuto un mese in un capannone umido e poi aver composto le formelle per avere dei problemi).

    In generale ritengo comunque migliore la scelta dell’ avvitatura o inchiodatura quando si tratti di legno massello a tutto spessore (maggiore di 1,5 cm.)

    Per quanto attiene al trattamento suggerirei olio e cera, che risulterà certamente (dopo qualche tempo) meno brillante e plastico delle verniciature. Invecchiando acquisterà patina senza bisogno di successive levigature.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mar 17, 2010 | Reply

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