Restauro dei soffitti a cassettoni : ripristino di assito sostituito con tavelle di mattone

100_1995.JPGE’ certamente una brutta sorpresa rimuovere la controsoffittatura sottoposta ad un soffitto a cassettoni in legno e scoprire che, durante la ristrutturazione dell’ appartamento al piano di sopra, sono stati rimossi gli assi del ’700 in favore di tavelle in laterizio. L’impresa edile che aveva ristrutturato giudicò probabilmente l’ assito  troppo degradato e (non preoccupandosi di aver a che fare con un manufatto antico appartenente anche al proprietario dell’ appartamento da cui si sarebbe visto il soffitto quando rimossa la controsoffittatura) decise di rimuoverlo.

Sottolineando  come in questi casi ci siano ben altre soluzioni che permettono il risanamento strutturale senza rimuovere l’ assito, descrivamo qui di seguito il complesso intervento da noi compiuto, necessario alla ricostituzione dell’ aspetto originario al piano di sotto.

100_19982.JPGI principali problemi da affrontare sono stati: 1)  mascherare lo spessore del riporto dal basso, 2)eliminare le fessure tra i nuovi parallelogrammi riportati ed i travetti, 3)  scelta del materiale da utilizzare, 4) omologare il nuovo intervento all’ aspetto della porzione originale del soffitto che è sempre rimasta integra a vista.

Il riporto in legno è stato deciso di spessore 7 mm , applicato direttamente alle tavelle di mattone mediante una colla elastica 100_2015.JPGed ulteriormente sorretto dai listellini antichi ( cornicette ) che normalmente coprono le fughe tra le tavole. In questo modo si è riusciti a  coprire la minor porzione possibile di travetto a vista.

I nuovi pannellini sono stati ricavati uno ad uno a mezzo di “dime” in modo da non evidenziare ( una volta montati)  alcuna fessura in prossimità del travetto. Sotto ai pannelli sono state riposizionate le cornicette a cui è stato tolto lo spessore di 7 mm , permettendo quindi di incastrarle nelle originarie tacche dei travetti antichi.

I pannelli sono stati eseguiti in pioppo nuovo a basso spessore e piallato a mano (come l’ originale), mentre le cornicette 100_2008.JPGesistenti  sono state integrate con altre originali e rifilate a spessore inferiore.

Ultimo e complesso intervento è stato quello di omologare i colori , prendendo a campione le cornicette originali ed il nuovo legno dei pannelli ( il montaggio li avrebbe infatti riportati a contatto evidenziandone le differenze). Il miglior risultato è stato raggiunto a mezzo di terre colorate miste ad acqua e due successive velature a cera colorata ( la prima scurita con bitume e la seconda con anilina ai grassi rossa).

M. Gallero

7 Comment(s)

  1. restauro soffitto a cassettoni:
    1)quale strumentazione usare, con particolare riguardo alla pulitura, disincrostazione;
    2)quali prodotti usare, i più naturali possibile.

    armando bruzzi | gen 18, 2011 | Reply

  2. Buongiorno,

    credo manchi una parte al suo messaggio, la pregherei pertanto di digitarlo nuovamente.

    A presto
    M. Gallero

    Maurizio Gallero | gen 20, 2011 | Reply

  3. Ciao sono Matteo, ho comprato casa, ed i miei soffitti sono a cassettoni, vorrei chiedervi un’informazione…
    Dovrei applicare i “listellini antichi” definiti così da voi, da mettere tra le tavole per eliminare la fuga tra esse e far cadere la sporcizia… dove posso trovarli? grazie mille per l’info…

    MATTEO | mag 26, 2011 | Reply

  4. Ciao Matteo,

    le cornicette che coprono le giunzioni fra le tavole sono tipiche dei soffitti ricchi che hanno tutte tavole parallele pressochè di uguale larghezza. Tali elementi sono profilati a motivo e difficilmente quando si scopre un soffitto lo si trova privo di queste cornicette.
    Il soffitto che vedi in questo articolo fa eccezione in quanto era stato rimosso tutto ciò che non era travetto , perciò anche le tavole .

    Pertanto credo che tu sia in presenza di un soffitto formato da tavole a cuneo (non parallele) giuntate con maschio e femmina che inizialmente non aveva le cornicette ( cosiddetto soffitto povero) .

    Con il tempo i ritiri delle tavole hanno allontanato gli incastri lasciando passare la sabbia soprastante.

    A questo punto i listelli che devi riportare possono essere senza profilatura in quanto il loro riporto dovrebbe sembrare una riparazione “povera” avvenuta nel tempo con lo scopo di fermare la caduta di terra.

    Potresti pertanto mettere dei listelli di spessore 1 cm e larghezza 3,5 cm piatti inchiodati dal basso pareggiandone il colore al resto del solaio.

    Tali listelli potranno essere semplicemente squadrati ma questo li renderebbe difficilmente uniformabili al resto del soffitto.
    In alternativa potrebbero essere piallati a mano con gli angoli sgrossati a “coltello ” e probabilmente questo sarebbe l’ aspetto più vicino al resto del soffitto.

    Se credi , noi possiamo produrti questa seconda versione , per la prima conviene rivolgersi a qualche Brico o falegnameria generica.

    Fammi sapere

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | mag 27, 2011 | Reply

  5. Sig. Gallero, la ringrazio per l’informazione molto esaudiente e per la risposta in tempi molto celeri…
    Sicuramente dovessi aver nuovamente bisogno non esiterò a contattarLa.
    La terrò aggiornato sul proseguo del lavoro. :)
    Grazie, Matteo.

    matteo | mag 27, 2011 | Reply

  6. Sono nuovamente qua a scrivere.
    dopo 2 lunghi giorni in cui ho scartavetrato i soffitti a cassettoni, ho bisogno di un suo consiglio. Pensavo di dare una/due mani di cementite da legno e nient altro poichè potrebbe essere carino l’effetto decapato, tenga presente che parte del soffitto fa parte del bagno, é un problema? o nel bagno è necessario un altro tipo di trattamento?
    Grazie mille… Matteo

    matteo | mag 29, 2011 | Reply

  7. Premesso che quanto stò per scriverle e un consiglio per il “fai da te” e che certamente sarebbe meglio affidare il soffitto antico a delle mani esperte, provo comunque a suggerirle una scelta

    I solai in legno come il suo nella maggior parte dei casi erano dipinti con tempere o tinte a calce, ed il loro aspetto era quindi una coloritura pastosa ed opaca abbastanza uniforme; ottenibile con due o tre mani spesse.

    Io procederei quindi con tinte a calce ( o idropittura che nel suo caso hobbistico è di più facile utilizzo ) e con una successiva patinatura a cera leggermente bitumata .

    In tal modo l’ effetto antico verrebbe reso dalle irregolarità del legno vecchio e dalla velatura sporca che ne smorzerebbe un pò la fresca decorazione, ottenendo così l’ aspetto di un soffitto originale ben conservato.

    L’ effetto decapato presuppone invece di mettere in risalto la rimozione non completa di una tinta precedentemente data, evidenziando le irregolarità del legno (dubito quindi che dando due mani di cementite lei ottenga tale effetto), ed otterrebbe un aspetto più forte, forse maggiormente adatto ad una casa di campagna .

    L’ utilizzo della cementite lo sconsiglio comunque: si tratta di un fondo a solvente ( terribile da respirare vicino al soffitto), il trattamento è pressochè irreversibile e non raggiungerebbe la pastosità sopra citata.

    I due metodi qui descritti presuppongono una certa esperienza per raggiungere un buon risultato che non rovini il soffitto , tuttavia non diamo limiti alla sua capacità che potrebbe anche raggiungere quanto sperato.

    Per quanto attiene al bagno l’ uso di un buon fissativo ed una incerata finale potrebbero conferire alla finitura una buona resistenza.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mag 31, 2011 | Reply

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