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112 Comment(s)

  1. mi potrebbe dare le dritte per quanto riguarda i tipi di vernice per laccare e anticare delle porte vecchie? vorremmo rifarcele da soli, abbiamo le attrezzature ma non sappiamo che vernici usare e tanto menoi prodotti per fare le anticature.per favore ci potrebbe rispondere e dirci che vernici usare? molte grazie.

    pietro | ago 10, 2008 | Reply

  2. Caro Paolo,
    cerco di risponderle in breve con la speranza che lei abbia competenze sufficienti ad eseguire il lavoro, in ogni caso le descriverò i due metodi un pò più facili in termini di materiali da reperire e di esperienza necessaria.

    Considerando di lavorare su una porta già sverniciata, esistono due modi per lacccare nuovamente le porte antiche :

    - un primo modo A) è quello tradizionale , certamente il più complesso da eseguire ed il più delicato in termini di manutenzione : consiste nella laccatura a tempera con successiva ceratura a mezzo di cera bitumata.

    - il secondo B) molto più semplice da eseguire e decisamente più resistente nonchè facile da riprendere, utilizza smalti all’ acqua ed una velatura di vernice all’ acqua leggermente colorata.

    Entrambe i metodi partono da una preparazione mediante un fondo (per semplicità potrà usare cementite), la stuccatura con stucco da legno ed una accurata carteggiatura.
    Seguono un paio di mani di colore che nel caso A) potrà essere tempera all’ acqua da muro (meno tradizionale , ma certamente più facile da usare è quella lavabile), nel caso B) si tratterà di uno smalto all’ acqua colorato.

    Talvolta si procede poi con una leggera consunzione del colore mirante a far riaffiorare leggermente il fondo nei punti in cui si è insistito di più .
    Tale consunzione potrà essere operata nel caso A) con una paglietta di ferro e nel caso B) con una carta a vetro di grana molto fine.

    In ultimo si procede all’ antichizzazione che nel caso A) verrà eseguita spennellando velocemente della cera da legno (tinta con qualche goccia di bitume liquido) abbastanza liquida e scaldata a “bagno maria” con una piccola pennellessa ( mazzocchetta); seguirà dopo qualche ora : una verifica della completa asciugatura della cera e la lucidatura con una spazzola a setole fini o a straccio.
    Per il caso B) sarà bene procurarsi una vernice all’ acqua trasparente ed opaca da sporcare con qualche goccia di rolla per legno da spennellare velocemente cercando di sporcare leggermente ed in modo omogeneo la porta .

    Le indicazioni che le ho dato sono un’ ” infarinatura” di quanto andrebbe eseguito da un verniciatore esperto e pertanto non le posso garantire il risultato del lavoro eventualmente eseguito in proprio.

    Se per caso le porte che deve trattare le paiono pregiate , suggerisco assolutamente di rivolgersi ad un laccatore con esperienza garantita .
    Se non ne conoscesse , posso suggerirgliene qualcuno , così come resto a sua disposizione per segnalarle eventuali produttori in grado di produrre le copie delle sue porte nel caso gliene ne mancassero etc.–

    Per sua curiosità , le segnalo un importantissimo produttore inglese di smalti per legno che oltre ad aver condotto una attenta ricerca sulle opacità degli stessi , ha messo a punto una cartella colori tra le più raffinate che io abbia finora visto: si chiama Farrow & Ball (se necessario posso segnalarle il distributore a lei più vicino).

    Nel raccomandarle nuovamente di rivolgersi ad un artigiano esperto nel caso in cui stesse lavorando su manuffatti preziosi (improvvisarsi può essere pericoloso), auguri per una buona riuscita del lavoro.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero Alloero

    + 39 348 40 98 662

    Maurizio Gallero | ago 12, 2008 | Reply

  3. Salve,
    dopo aver inutilmente cercato tracce del ‘nome italiano’ di un tipo di scala costruito su una volta , denominata in Francia “voute sarrasine” o “sarrazine”, mi rivolgo a lei sperando ne sappia qualcosa.
    Tale sostegno in muratura- foratine e gesso, é talmente leggero da poter permettere la costruzione di una scala in muratura anche laddove non sarebbe consentito che il legno o il ferro battuto. La scale in questione peserebbe circa Kg 50 al metro quadro ed, essendo praticamente elicoidale occup

    Luisa | feb 10, 2009 | Reply

  4. Salve,
    dopo aver inutilmente cercato tracce del ‘nome italiano’ di un tipo di scala costruito su una volta , denominata in Francia “voute sarrasine” o “sarrazine”, mi rivolgo a lei sperando ne sappia qualcosa.
    Questa struttura in muratura- foratine e gesso- é talmente leggero da poter permettere la costruzione di una scala di mattoni laddove non sarebbe consentito che il legno o il ferro battuto. La scala in questione infatti peserebbe circa Kg 50 al metro quadro ed, essendo praticamente elicoidale, occupa meno spazio della scalinata all’italiana. Allo stesso tempo é più comoda della scala a chiocciola perché traccia una voluta più “aperta”.

    Ringraziandola in anticipo
    Luisa

    Luisa | feb 10, 2009 | Reply

  5. Cara Luisa,
    in realtà non conosco chi realizzi normalmente la scala ” sur voute a sarrazine ” in Italia, tuttavia so segnalarle chi le realizza normalmente all’ estero per poter avere maggiori dettagli.
    Eventualmente posso poi metterle a disposizione un professionista italiano che sviluppi il calcolo della scala dopo aver analizzato quella francese.

    Per una prima curiosità le consiglio pertanto di di contattare a BRUGES Eric Cazeaux – res toru de la salle 2 – 33520 Bruges
    06 14772427
    A quanto ne sò si tratta di uno specialista nella costruzione di quel tipo di scala.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | feb 12, 2009 | Reply

  6. dovrei tradurre in francese”in prima patina” ma non ne conosco neppure il significato in italiano, può aiutarmi per favore se non indicandomi il termine francese per lo meno spiegandomi di che si tratta? grazie mille

    bibi | mag 5, 2009 | Reply

  7. La prima patina di un pavimento è identificabile come lo strato superficiale, che non essendo ancora stato levigato conserva intonsi i segni del tempo: le righe ed i bolli dovuti al calpestio degli anni, la consuzione accentuata nei punti di maggior passaggio, la colorazione ormai ossidata dal sole , che si è lentamente ingrigita smorzando i toni che lasciano solo più intravvedere le differenze tra i vari legni, un tempo identificabili dai diversi colori.

    Tale strato superficiale è quindi ciò che testimonia l’invecchiamento naturale del pavimento al di là dell’ età del legno di cui è composto.

    Esistono ovviamente patine meglio conservate di altre , più o meno scavate e segnate , scheggiose , molto consumate , con differenti porosità, etc. ed ogniuna di queste necessita di tipologie di restauro differenti.

    buon lavoro

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mag 5, 2009 | Reply

  8. egr. sig. Maurizio Gallero,
    si tratta di un controsoffitto in legno formato da pannelli in legno da cm. 45 x 45, con riquadratura pure in legno da cm. 4 x 1 su un locale di m. 5,50 x 6,50 con decori floreali tutti molto simili, di due tonalità, che con il tempo si è molto sbiadita ed occorrerebbe ravvivarla.
    la struttura portante è in ottimo stato; sopra esiste un terrazzo con buona impermeabilizzazione ed isolamento di recente installazione. solo alcuni pannelli sono sttati un pò rovinati da infiltrazioni d’acqua precedenti.
    l’edificio è ubicato a Garda sul lago omonimo. fin d’ora ringrazio e porgo distinti saluti.
    manente clemente

    manente clemente | giu 2, 2009 | Reply

  9. Buongiorno sig. Manente,

    per poterle dare indicazioni concrete avrei bisogno di avere un pò di foto di quanto da lei descritto per meglio cogliere dal punto di vista tecnico quali dovrebbero essere le modalità d’ intervento.

    La pregherei pertanto di inviarmi un pò di fotografie all’ indirizzo restructura@gibba.it

    Grazie

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | giu 3, 2009 | Reply

  10. Gentile signor Maurizio,
    le chiedo un parere: ho appena ereditato un appartamento anni ‘50 completamento rivestito con una boiserie (di quel periodo) in rovere massiccio alta m. 2.70 (sono 2 camere, ingresso e una parte della cucina). La boiserie è liscia ed elegante, a suo tempo era costata intorno ai 25 milioni. Come posso rivenderla? La ringrazio, Flora

    flora | giu 3, 2009 | Reply

  11. In merito alla boiserie , va sottolineato come il mercato sia molto difficile in quanto le boiserie devono poi essere riadattate al nuovo ambiente con dei costi significativi, ed in questo momento siano valorizzati soprattutto gli esemplari fino al 19° secolo. Per quanto riguarda il 20° secolo ho finora visto valorizzare solo pezzi liberty o decò in stile puro e realizzati in legno massello senza l’ utilizzo di compensati impiallacciati.

    Senza qualche foto ho difficoltà a dirle se la sua boiserie anni ’50 possa avere mercato,se si trattasse tuttavia di una riproduzione di uno stile precedente, credo sia difficile venderla nel mercato in cui io opero normalmente.

    Le suggerirei pertanto di inviarmi qualche foto in modo che io possa capire meglio di cosa si tratta (riceverà una mail con l’ indirizzo a cui inviare le foto)ed eventualmente indirizzarla verso chi potrebbe essere interessato all’ acquisto nel caso in cui il pezzo fosse di valore.

    Attendo riscontro

    Maurizio Gallero | giu 5, 2009 | Reply

  12. Buongiorno Sig. Gallero, devo iniziare una grande opera di restauro di n. 4 soffitti a cassettoni antichi (attorno all’anno 1450 ca.)
    La maggior parte ancora originali e per questo in stato pietoso. Vorrei un consiglio su come procedere, che intervento di resturo consigliare e chi può fare un lavoro del genere utilizzando tutte le tecniche, gli strumenti e i materiali adeguati.
    Nelle foto del sito sono ben evidenziati i soffitti uguali a quelli in questione.
    Può aiutarmi?

    Eugenia Ferrari | lug 14, 2009 | Reply

  13. Si , la consiglio volentieri.

    In realtà è probabile ( da quanto mi descrive )che lei si trovi in un caso fortunato dal punto di vista del risultato finale,in quanto è possibile che le patine originali dei suoi soffitti siano degradate, ma non coperte da strati di vernice di epoche successive.

    A questa mia risposta seguirà una mail sulla sua casella personale conmaggiori dettagli e richiederle l’invio di qualche fotografia esplicativa.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | lug 14, 2009 | Reply

  14. Gent. Sig. Gallero,
    dispongo di un soffitto smontato del ’700 in assi di rovere. E’ molto sporco in quanto smontato anni fa. Avrei piacere di pulirlo e montarlo in una camera di 5m x 4,50m. Avrei bisogno di suggerimenti sul procedimento di pulizia più appropriato e inoltre, mancando i travetti (ho solo l’assito con incastro maschio/femmina) le chiederei suggerimenti su dove reperire i travetti in questione. Nella stanza in questione è stata fatta una soletta in cemento 30 anni fa quindi la mia intenzione è quella di ancorare le assi alla soletta e di mettere travetti lunghi 4,50 senza il travone centrale. Il soffitto infatti non è altissimo e il travone lo abbasserebbe troppo. Ringraziandola anticipatamente attendo riscontro.
    A presto
    Marco Chiavazza

    marco chiavazza | set 5, 2009 | Reply

  15. Buongiorno sig. Gallero,
    complimenti per i suoi lavori, è una gioia vedere che cosa competenza e passione possono fare.
    Mi appresto a restaurare un’abitazioe di campagna in stile lombardo (corte interna con portico a volte, logge) di fine ’600, al cui piano nobile si trovano due soffitti a cassettoni a vista e due altri rivestiti con canne e gesso e decorati a fine ’800. Il primo cassettone sembra in buono stato per quanto riguarda il legno (castagno), ma è verniciato ad olio in bianco. L’altro ha le travi e i “listelli trasversali” verniciati in marrone (opaco, non sembra olio) e i quadrotti in bianco. Quest’ultimo sarebbe da smontare e riportare 40 cm più in basso. Un terzo cassettone (portico primo piano), che vorrei ripristinare, è stato demolito negli anni 30. I manufatti in questione mi piacciono molto e vorrei riportarli allo stato legno a vista. Prima però vorrei capire qualcosa di di più e sapere soprattutto se nel mio caso è possibile fare il lavoro. È possibile accedere o acquistare le sue ricerche sulle varie tipologie di soffitto? Vorrei anche essere consigliato sulle maestranze da scegliere per interventi di restauro/integrazione/ricostruzione.Grazie. Marco

    marco | set 6, 2009 | Reply

  16. Gent. sig. Chiavazza,

    L’intervento che lei vuole fare è possibile a fronte di un’ attenta analisi del materiale in suo possesso e della planarietà della soletta alla quale lei vuole ancorare il soffitto ( volendo lei evitare il trave centrale ritengo difficile poter costruire dei moduli preassemblati da comporre in opera).
    Tuttavia l’ avverto che dei “travetti” lunghi 4,5 m non sarebbero molto realistici, le conviene usare delle sezioni da trave.

    Posso senz’altro aiutarla sia a capire come realizzare la cosa che ad individuare chi può fornirle i materiali adatti, o eventualmente eseguire il lavoro.

    A questa mia risposta seguirà una mail sulla sua casella personale per richiederle maggiori dettagli.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 6, 2009 | Reply

  17. In merito al caso del sig. Marco riguardante il Casale del ’600 Lombardo ritengo possibile il lavoro di abbassamento, modifica e restauro dei soffitti in legno descritti.

    Tuttavia prima di prendere qualunque decisiione in merito ritengo importante far analizzare il cantiere da persona competente: infatti le eventuali possibilità di riportare legno a vista i soffitti necessitano dei saggi utili a decidere quali interventi di pulizia adottare.
    Tali interventi potrebbero essere più efficaci se eseguiti smontando il tavolato dall’ alto prima di eseguire eventuali solette che permetterebbero solo più la pulizia dal basso , aumentando i costi e limitando le tipologie d’ intervento.
    Lo stesso dicasi per quanto riguarda l’ eventuale rimontaggio del soffitto da spostare di 40 cm.
    Sovente questo tipo di cantieri richiede un piano operativo che permetta scambi di materiali tra gli ambienti, coordini l’ ordine delle varie operazioni in modo da ottenere il miglior risultato, e scelga in quale fase sia bene operare le integrazioni .

    Per quanto riguarda l’ acquisto delle mie ricerche in merito , sto preparando alcune pubblicazioni che però richiedono ancora un pò di tempo per essere consultabili, tuttavia se crede mi dò disponibile a fare di persona l’ analisi sopra accennata,mettendola poi in contatto con le maestranze adatte al caso.

    All’ uopo le invierò una mail con i miei riferimenti diretti

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | set 6, 2009 | Reply

  18. oggetto:pavimenti tre strati bilanciati in castagno
    gentile sig Gallero
    leggo con molto interesse il suo articolo sui pavimenti in legno a tre strati e le chiedo gentilmente di indicarmi qualche nominativo da contattare.

    Stiamo cercando di ristrutturare un rustico in liguria e necessitiamo di 140mq di castagno
    dobbiamo lavorare con l’elicottero per trasportare i materiali e mi affascina l’idea di poter ricreare i pavimenti contadini di una volta in castagno.
    grazie in anticipo per ogni prezioso nominativo che mi fornirà
    cordiali saluti
    alberto
    335xxxxxxxxx

    albertovimercati@alice.it | set 10, 2009 | Reply

  19. Gent. sig. Alberto,

    come richiesto la contatto direttamente ai riferimenti che mi ha lasciato.

    Grazie

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 12, 2009 | Reply

  20. Signor Gallero buongiorno.

    Siamo in procinto di far fare lavori di recupero di una vecchia costruzione in Garfagnana, nel comune di Piazza al Serchio.

    La parte interna della casa è tutta e solo in legno.

    I solai sono composti da travi, travicelli e tavoloni sopra.

    Il vecchio proprietario aveva montato una specie di perlinato sotto, per eviatre la discesa della polvere del piano di sopra.

    Smantellato questa orrenda struttura, abbiamopensato di recuperare tutta la struttura dalla parte di sotto, ripulendo le travi, i travicelli e le tavole, che vengono molto belle.

    Adesso abbiamo il problema come soluzionare il piano di sopra.

    I tavoloni sono in parte avvallati, scricchiolante e con passaggi di luce (e polvere).

    Ci avevano proposto di farci sopra una gettata di cemento e poi montarci un pavimento.

    Onestamente è una soluzione che non ci piace.

    Vorremmo mantenere legno.

    Come possiamo, senza toccare le tavole esistenti, arrivare ad una soluzione?

    Possiamo pensare di riportare il piano tutto a livello, con del materiale isolante, e poi sopra mettere dei nuovi tavoloni?

    Si tratta di 2 paini per complessivi 60 m2.

    Una piccola struttura, che vorremmo conservare nel suo concetto iniziale.

    Quale potrebbe essere la spesa da affrontare?

    Grazie e cordiali saluti.

    alessandro corradi | set 19, 2009 | Reply

  21. Gent. sig. Corradi,

    in effetti capisco che la soluzione “tutto legno” venga prediletta.

    La scelta si gioca in base a quali i carichi si intende sovrapporgli, è tuttavia abbastanza difficile fare una valutazione senza avere misure, sezioni e foto di quanto descritto.

    La soluzione che lei descrive prevede di far portare al soffitto in legno l’ intero peso dell ‘isolante e dei pavimenti posti al piano di sopra, creando comunque una soletta decisamente poco insonorizzata.

    Attualmente molti edifici dei centri storici sono caratterizzati da questo tipo di solette , ed effettivamente , sebbene un pò imbarcati continuano a reggere.
    Si tratta normalmente di un doppio ordine di travature su cui era posato uno riempimento in terra mista a sabbia a cui è stato sovrapposto un pavimento ad esempio in cotto.

    Detto questo, credo sia bene valutare lo spessore disponibile alla nuova soletta , in quanto nulla vieta ( se non il budget) di costruirne un’ altra in legno che non pesi su quella attuale, la quale fungerà solo più da cassero per il materiale isolante,fornendo qualche garanzia in più rispetto alla portanza dei travi.

    Chiaramente il problema diventerebbe quello di non voler occupare troppo spazio con un nuovo trave grande, forse evitabile verificando l’ eventuale sfuttamento dello spazio sovrastante al trave ora esistente per l’ inserimento di una putrella metallica che serva da appoggio ai nuovi travetti.

    Nel caso in cui si voglia invece evitare la seconda soletta sopra descritta, non è sufficiente riempire di isolante e sovrapporre un tavolato, andrebbe comunque creata una trama di travicelli in piano ( incuneati ed avvitati alla travatura antica) ai quali fissare il nuovo tavolato, riempiendo gli interspazi con l’ isolante.

    Qui mi fermo in attesa di una sua scelta su quale soluzione approfondire.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 21, 2009 | Reply

  22. sig. Gallero vorrei un preventivo sul prezzo delle porte laccate bianche, riproduzionedi porte antiche, sono un privato e vorrei acquistarle per un nuovo appartamento. grazie

    piero | nov 5, 2009 | Reply

  23. Buongiorno sig. Piero,

    immagino che si riferisca alle porte che noi ci facciamo produrre in copia a quelle originali.

    Tuttavia per un preventivo necessito di qualche informazione, ossia:
    n° di esemplari ;
    se hanno misure uguali tra loro oppure no; se telaio è ricco da due parti o da un solo lato;
    se sono applicate a muro portante oppure esistono già delle mascherine nei tramezzi; se prevede degli scrigno;
    dove si trova il suo cantiere per un eventule montaggio.

    Per contro le devo fornire io alcuni particolari di ingombro per verificare che lei abbia gli spazi necessari al montaggio di quel tipo di porta.

    Pertanto la contatterò io sulla sua mail per avere uno scambio di informazioni e foto più diretto.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | nov 6, 2009 | Reply

  24. Devo realizzare una parcellizzaziopne di un ambiente molto grande con tramezzi ma devo assolutamente conservare(senza danneggiare) la boiseries che contorna tutto l’ambiente…uno strato che li divida senza recare danno durante i lavori dei tramezzi e che renda il tutto reversibile in futuro.

    Grazie

    Laura

    Laura Morgante | nov 26, 2009 | Reply

  25. Buonasera Laura,

    non mi è chiaro:

    - se la protezione debba essere tolta dopo aver realizzato i tramezzi, o debba restare più a lungo.
    - se i tramezzi vadano ad incastrarsi nella boiserie

    - quale sia l’ altezza della boiserie da pavimento a soffitto.

    In ogni caso in generale la cosa migliore potrebbe essere l’ utilizzo di pannelli in compensato o OSB di spessore 1,5 cm uniti fra loro ed ancorati alla boiserie in modo da non rovinare la boiserie stessa.

    Per realizzare tale ancoraggio in modo da non far vedere successivamente buchi di viti o quant’altro , si potrebbero smontare i cornicioni ed i battiscopa utilizzando per l’ avvitatura le due fasce libere ottenute che poi verranno nuovamente coperte a fine lavoro.
    Fondamentale sarà segnare e classificare i pezzi che si smontano.

    Di più mi è difficile dire senza maggiori dettagli o foto della boiserie.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | nov 26, 2009 | Reply

  26. Vorrei chiederle come si chiamano le cornici
    o modanature che venivano montati a contorno
    dei vani porta negli edifici classici.
    Sto ristrutturando un edificio ottocentesco
    e nel rimuovere le porte esistenti queste cornici sono inutilizzabili.

    Grazie.

    Carmine | dic 6, 2009 | Reply

  27. Buongiorno Carmine,

    le cornici di cui mi parla si chiamano in diversi modi , il più comune è quello di ” chiambrana ad applicare”).

    Riferendomi a quanto mi scrive, come mai non riutilizza le porte ottocentesche e ritiene inutilizzabili le cornici che stà rimuovendo ?

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | dic 8, 2009 | Reply

  28. Dear Sirs,

    Prego notiziarmi dove cercare ditte provincia torino per costruire soffitti a cassettoni, ringraziando porgo distinti saluti.

    Druetta

    LUCIANO DRUETTA | dic 26, 2009 | Reply

  29. Buongiorno,

    La contatterò oggi stesso via mail per fornirle le indicazioni richieste.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | dic 27, 2009 | Reply

  30. Buongiorno,mi chiamo Alessandro Battistello sto seguendo una commessa nello studio in cui lavoro che prevede la ripruduzione degli interni di una casa in stile: rinascimentale, barocco e roccoco.
    Gli elementi da riprodurre vanno da boiserie in legno a decorazioni in stucco; soffitti a cassettoni; pavimenti in legno e marmo con vari intarsi; porte e camini in pietra.
    In questa fase esecutiva avrei bisogno di una bibliografia per districarmi un pò sui vari stili; per poi poter contatare alcune azziende o artigiani. Per questo volevo chiederLe un consiglio prima su una bibliografia (per me indispensabile)e poi i contatti di alcune aziende specializzate in questi settori.

    Alessandro | apr 20, 2010 | Reply

  31. Buongiorno ,

    per suggerirle una direzione corretta per documentarsi, dovrei capire a quale zona geografica lei deve riferirsi e che tipo di dimora deve ricostruire ( il tema dal Rinascimento al Rococò mi pare un pò ampio ).

    Attendo maggiori indicazioni

    La sua non è comunque una facile ricerca da farsi per la prima volta.

    Il mio suggerimento è sì quello di riferirsi a qualche pubblicazione, ma soprattutto individuare dei fornitori seri e documentati nei settori specifici di loro competenza che possono accorciare molto i tempi della sua ricerca.

    Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di rivolgersi inizialmente ai raccoglitori di mobili ed elementi di edilizia antica, in questo modo potrebbe vedere quali erano le tipologie più diffuse in quel periodo nella sua regione.

    Certamente qualche libro e delle visite alle dimore-museo della sua città aiuterebbero molto

    Si tratterebbe poi di capire se lavorare con elementi originali da restaurare ( ove ce ne fossero ) oppure farsi riprodurre quanto necessario.

    Resto a sua disposizione per un confronto più specifico.

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | apr 23, 2010 | Reply

  32. Buon giorno seg Gallero,
    sto ristrutturando tre appartemtnei milanesi con infissi in stile vecchia milano e porte interne con le maestà murate in opera
    sto cercando un produttore che riproduca il medesimo stile delle mie finestre con un prodotto contemporaneo
    e sto anche cercando della ferramenta di recupero per integrare quella eisitente
    tutti i ferramente della città mi hanno detto di scordarmi i miei cardini e di montarne di nuovi

    io speravo di trovare qualche persona illuminata che, mano a mano che si sostituiscono i vecchi serramenti,
    avesse conservato icardini per eventuali recuperi

    se avesse qualche indirizzo da suggerirmi gle ne sarei davvero grato
    cordiali saluti

    d.v. | apr 24, 2010 | Reply

  33. Buongiorno,

    credo di poterla aiutare , ma necessito di qualche foto sia dei serramenti che dei cardini che lei sta cercando ( se possibile con dimensioni indicative e n° di pezzi) .

    Per quanto riguarda la ferramenta , la sua intenzione è di integrare le mancanze con pezzi originali sulle finestre vecchie che restaura o vorrebbe utilizzarli anche su quelle nuove?

    Attendo suo riscontro

    cordialmente

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | apr 24, 2010 | Reply

  34. Salve! Vorrei sapere se è possibile costruire una palafitta circolare del diametro di 13 mt. con legno lamellare cotto a vapore, affinchè resista agli agenti atmosferici (pioggia, gelo, sole), e saper la durata di tale legno, negli anni, e se necessita di manutenzione annuale. So che in Germania viene ormai utilizzato il legno cotto al vapore, anche per edifici pubblici,proprio perchè è inattaccabile dagli agenti esterni, come muffe, etc. La ringrazio e la saluto cordialmente.

    clelia | mag 4, 2010 | Reply

  35. La costruzione della palafitta è possibile, ovviamente a mezzo di un’importante opera di carpenteria, ed effettivamente il legno da utilizzare potrebbe essere ” impregnato a vapore” o “cotto”.

    Nel primo caso si tratta di un materiale estremamente diffuso presso i magazzini di edilizia che si presenta di colore verdastro, di questo una delle marche più importanti mi pare sia la Pircher . Consiglio di approfondire con loro l’ efficacia del materiale per il suo utilizzo.

    Diversamente osservo invece per il legno cotto.

    La cottura dei legni stimolata inizialmente in Europa da uno studio della Comunità Europea si è inizialmente sviluppata in Francia, Germania Austria e Belgio secondo due metodi : “Retification e Perdure”.
    L’obiettivo era effettivamente quello di aumentare la resistenza dei legni all’ umidità ed agli agenti atmosferici, e gli esperimenti in merito hanno dato ottimi risultati sebbene abbiano evidenziato un’ aumento della fragilità degli stessi parallelamente all’ aumento della durezza.
    Tali risultati variavano considerevolmente in funzione delle temperature di cottura, che in alcuni casi arrivavano a 200° (anche se ben presto si capì che i risultati migliori si ottenevano con delle temperature decisamente inferiori).

    Oggi in Italia i legni cotti sono diffusi per l’ arredamento e per i pavimenti principalmente per motivi estetici ( assumono dei toni caldi senza bisogno di colorazione artificiale); nel settore degli infissi di montagna in quanto ritenuti più resistenti e senza bisogno di grossa manutenzione.
    In questi casi non è quindi difficile segnalarle dei produttori

    Per quanto riguarda invece l’ utilizzo strutturale per palizzate ad immersione preferisco fare una piccola ricerca e farle avere notizie nei prossimi giorni.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mag 9, 2010 | Reply

  36. Caro Maurizio,
    torno a farmi vivo un’altra volta.
    Per chi non mi conosce, sono un fabbricante (dal 1948) di pavimenti in legno massiccio.
    Ho letto il Suo articolo: “Pavimenti in legno a formelle di noce e ciliegio, riproduzione di modelli antichi: problemi derivanti dall’incollaggio su riscaldamento a pavimento”.
    Non sono d’accordo dove, a un certo punto, Lei dice di usare un supportato (compensato al 70% e legno nobile al 30%) perchè “stabile su riscaldamento a pavimento”.
    Produciamo e posiamo, da più di 20 anni, pavimenti in legno massiccio che incolliamo direttamente sul cemento anche in presenza di riscaldamento a pavimento.
    I nostri formati, posati, hanno anche lunghezze fino a mm. 2300, larghezze fino a mm. 180 e spessore anche di mm. 28.
    Mai abbiamo dovuto ripristinare un ns pavimento.
    Questo si scontra con le Sue affermazioni.
    Mi spiega allora come mai?
    Cordiali saluti
    Aldino Mogentale

    Aldino Mogentale | mag 12, 2010 | Reply

  37. Caro Mogentale,

    la saluto ed accolgo con piacere l’ attenzione da lei riservatami, che resta per me occasione di piacevole confronto.

    Per rispondere alla sua domanda, nel mio articolo (da lei citato) io mi riferisco a formelle di pavimento quadrate con lato di 50 cm. e composte da liste di legno massello incollate fra di loro con colla vinilica (prima di essere posate), orientate con il senso della vena parallelo alla diagonale della formella (v.di foto dell’ articolo).

    Tale composizione della formella sottopone la stessa alle variazioni dimensionali di una tavola avente larghezza di 710 mm (questa è infatti la misura della diagonale di un quadrato con lato di 50 cm.), pertanto superiore di ben tre volte ai 180 mm. di larghezza delle tavole che lei mi dice non procurarle problemi se incollate su riscaldamento a pavimento.

    A questo punto le ribalto simpaticamente (spero !) la provocazione:
    si sentirebbe tranquillo ad incollare un pavimento in legno massello composto da tavole larghe 71 cm. su massetto riscaldato, senza che queste si imbarchino o spacchino ?

    Io personalmente no.

    Cito ad esempio, un caso apparentemente slegato da quanto sopra descritto , ma efficace a descrivere il comportamento del legno e probabilmente più vicino al comune senso di osservazione.

    “I fianchi degli armadi e dei comò antichi ove costruiti in tavole incollate fra di loro (larghezza trasversale alla vena 60 cm. circa)”

    Con il diffondersi dei riscaldamenti moderni tali plance hanno evidenziato la loro tendenza a spaccarsi in seguito alle forti variazioni di umidità dell’ aria domestica(caso classico per i restauratori di mobili).

    In tale situazione , la naturale tendenza al ritiro o espansione della plancia conseguente alle variazioni sopra descritte (per 60 cm di larghezza si possono avere ritiri talvolta maggiori di un cm.), viene bloccata ad una struttura rigida:

    La plancia si spacca o si imbarca.

    Tale effetto viene determinato dal suo fissaggio alla struttura mediante inchiodatura o dalle guide dei cassetti a lei inchiodate.

    Per ovviare a questi effetti si è incominciato a costruire i fianchi composti da un telaio in cui il pannello fosse libero di ritirare ed espandersi, come già si faceva per le ante: si preferì pertanto lasciare il legno massello libero di muoversi restando integro e pianamente ancorato alla struttura rigida.

    A presto

    Cordialmente

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | mag 13, 2010 | Reply

  38. Caro Maurizio,
    mi ha fatto sorridere la Sua provocazione che accolgo simpaticamente.
    L’ho già fatto con tavole larghe cm. 32 e spessore cm. 1,9.
    Se Lei però riesce a trovare tavole larghe cm 71, me le fornisca che procederò alla prova.
    Le tavole che venivano impiegate a suo tempo per fare i mobili e/o porte, a volte si muovono in modo evidente solo perché erano stagionate naturalmente e non essicate al forno.
    Conosciamo vari artigiani esperti, in Italia, che costruiscono ancora oggi mobili e porte massicce ma che non si spaccano.
    Con queste ns simpatiche conversazioni la saluto perchè mi devo concentrare sul mio lavoro.
    Un saluto cordiale.
    Aldino Mogentale.

    Aldino Mogentale | mag 17, 2010 | Reply

  39. salve,posseggo varie metrature di pavimento a quadroni di varie essenze(noce acero ciliegio)e vari disegni.I pavimenti hanno circa 200 anni sono tutti con la patina originale,volevo sapere se siete anche interesati ad aquistarli.Ringraziando anticipatamente aspetto una vostra risposta.

    Davide | ago 25, 2010 | Reply

  40. come faccio a rendere pulita una plancia in noce

    ifix | ago 26, 2010 | Reply

  41. Rispondo a IFIX

    La pulizia di una vecchia plancia in noce può avvenire in diversi modi a seconda di quale tipo di sporco ( cera,vernice, olio etc.)si vuole rimuovere.

    Senza poter eseguitre delle prove, posso rispondere che il primo tentativo va eseguito con acqua e sapone neutro aiutandosi al limite con una paglietta sintetica leggera da usare con moto parallelo al senso della vena.

    Se il risultato ottenuto non è soddisfacente, in quanto si evidenzia una precedente finitura che si vuole rimuovere, bisognerebbe dedurre la natura della stessa:

    - se si tratta di cera, usare un decerante o essenza di trementina

    - se olio, va bene la trementina

    - se vernici più resistenti, utilizzare uno sverniciatore in gel reperibile in colorificio ( seguire bene le istruzioni per il suo utilizzo e la rimozione dopo-pulitura).

    Esistono altri metodi come ammoniaca , sgrassanti etc. , ma vanno utilizzati da operatori esperti in quanto potrebbero variare la cromia del legno e la sua porosità, rendendo difficilmente reversibile l’ eventuale errore.

    A quel punto andrà affrontato il problema di come trattare nuovamente il legno per proteggerlo dalle macchie future.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 4, 2010 | Reply

  42. Buongiorno Davide ,

    sono senz’altro interessato ad avere informazioni dettagliate sui pavimenti in suo possesso, necessito però dell’ invio di foto e dati ( metrature per tipologia , stato di conservazione etc).
    Le invio pertanto un indirizzo mail su cui fare l’ invio.

    Grazie
    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 4, 2010 | Reply

  43. Ciao avrei un quesito da porti posso? allora devo montare al muro una boiseries il problema… come la monto? cioè ho montato vari listelli grezzi sotto ma nella facciata visiva come blocco il tutto con chiodini non credo che regga se metto vita da legno buco la figura e si vedrebbe come posso fare non lo so.

    SIMONA | set 13, 2010 | Reply

  44. Ciao Simona,

    per darti il suggerimento giusto dovrei avere una foto della boiserie, e se credi posso darti un indirizzo mail a cui mandarmela.

    Per ora posso dirti che le boiserie a telaio e pannello si fissano mediante viti da legno che in genere sono coperte dal battiscopa in basso e da altri coprifili rimovibili che fanno motivo sui montanti verticali in alto ; o ancora potrebbero avere delle viti in diagonale messe in alto prima di fissare il becco di chiusura.
    Proprio per questo la trama di listelli che hai già fissato non deve essere disposta a caso. Prima di fissare le viti devi forare ( 1 mm più largo del diametro della vite ) e svasare l’ inizio del foro.

    Se come boiserie invece intendi un perlinato ad assi , il fissaggio avviene mediante viti poste in diagonale sui maschi di ogni tavola che verranno coperte dalla femmina della tavola a seguire.

    A disposizione per ulteriori chiarimenti

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | set 14, 2010 | Reply

  45. Salve, avrei bisogno di essere contattato relativamente alla realizzazione di soffitti in legno anticato, porte e finestre anticate, stiamo restaurando un casale antico. Mi trovo in provincia di Rieti il mio recapito telefonico è:333.30.40.XXX mi chiamo renzo rossi

    renzo | set 25, 2010 | Reply

  46. Buongiorno,

    la contatto senz’ altro Lunedi.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | set 26, 2010 | Reply

  47. SALVE SIG. GALLERO,STO RISTRUTTURANDO UN’IMMOBILE MOLTO ANTICO, E’ CITATO NEGLI ARCHIVI STORICI ALLA FINE DELL’ANNO 1000 MA OVVIAMENTE LA STRUTTURA HA SUBITO MOLTE MODIFICHE E AMPLIAMENTI; SONO ALLE PRESE CON UN SALONE DI CIRCA 70 MQ AVENTE SOFFITTO A CASSETTONI IN LEGNO SITO AL PRIMO PIANO DELL’ABITAZIONE, TALE STRUTTURA ERA COPERTA DA MOLTISSIMI STRATI DI PITTURA, TANT’E’ CHE SONO PER FORZA DOVUTO RICORRERE AD UNA SVERNICIATURA MEDIANTE SABBIATURA, METODO UN PO’ INVASIVO MA NON POTEVO FARE ALTRIMENTI.
    IL RISULTATO E’ COMUNQUE STATO POSITIVO, EVIDENZIANDO LA PRESENZA DI DUE DIVERSE ESSENZA, ROVERE PER I TRAVI CENTRALI, LUNGHI 8 METRI E PER QUELLI PERPENDICOLARI, MENTRE PER LE ALTRE PARTI E’ STATA UTILIZZATA UNA ESSENZA DIVERSA.
    LE PRECEDENTI RISTRUTTURAZIONI AVEVANO RIEMPITO LE VARIE CREPE CON STUCCHI VARI.
    ALCUNE PARTI SONO OVVIAMENTE TARLATE E DANNEGGIATE MA NEL COMPLESSO E’ ANCORA MOLTO BELLO.
    ULTIMATO IL LAVORO DI SABBIATURA ED ELIMINATE LE PRECEDENTI STUCCATURE, GUARDANDO L’OPERA NEL SUO COMPLESSO, MI PIACEREBBE LASCIARE IL TUTTO PIU’ NATURALE POSSIBILE, OSSIA SENZA STUCCARE LE VARIE PICCOLE CREPATURE E SENZA DARE UN COLORE PIU’ SCURO AL LEGNO.
    MI E’ STATO CONSIGLIATO DI TRATTARE IL LEGNO CON ACQUA E SALI DI BORO, PENSA CHE SIA UN METODO EFFICACE?
    RIGUARDO ALLA FINITURA FINALE, PENSA CHE LA MIA IDEA DI LASCIARE TUTTO IL PIU’ NATURALE POSSIBILE SIA BUONA RISPETTO AL SOFFITTO IN QUESTIONE?
    CHE TIPO DI PRODOTTO POTREI DARE PER PROTEGGERE COMUNQUE IL LEGNO? UNA SPECIE DI VERNICE TRAPARENTE POTREBBE ANDARE BENE?
    TALI SOFFITTI PRESENTI NEI VARI PIANI AVEVANO IL PAVIMENTO SOPRASTANTE DIRETTAMENTE POSTO ANCORA CON DELLA VECCHIA MALTA DIRETTAMENTE SULLE TRAVI, STIAMO STUDIANDO IL SISTEMA DI EFFETTUARE UNA SPECIE DI SOLETTA IN CEMENTO SOPRASTANTE, OVVIAMENTE DOPO UNA ACCURATA PULITURA E TRATTAMENTO, VOI AVETE GIA’ SEGUITO LAVORI DI QUESTO GENERE? AVETE CONSIGLI IN MERITO?
    VORREI MANDARLE DELLE FOTO IN MODO CHE POSSA DARMI ANCHE UN AIUTO INERENTE AD UNA DATAZIONE PRECISA.
    LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.

    EDIS BARETTINO

    EDIS BARETTINO | ott 3, 2010 | Reply

  48. Buongiorno,

    concordo sul fatto che la sabbiatura sia un pò troppo invasiva, tuttavia ormai è fatta.

    L’aspetto, che lei vorrebbe mantenere, ora assunto dal soffitto dopo la sabbiatura, non è facilissimo da trattare in quanto la patina è estremamente porosa e qualunque tipo di trattamento (sebbene chiaro ) , tenderebbe a scurire fortemente il legno con tendenza al rossiccio.
    Difficilmente il legno potrà assumere l’ aspetto setoso e cerato raggiungibile con altri sistemi di pulitura, ricreando il fascino di una vecchia patina.

    Concordo con lei nel non voler stuccare crepe ed imperfezioni, curerei soltanto con attenzione lo svuotamento di terra e sabbia residua presso la parte superiore dei travi e delle formelle inclinate; in particolare ancora sopra alle cornicette che coprono la giunzione fra le tavole.

    Quando i travi ed i travetti erano in rovere ( spesso dai 6 ml in poi si usava in realtà il larice )l’ altra essenza utilizzata per tavole e profili era il pioppo.

    A causa di colori e porosità un pò bruttini ottenibili con il trattamento dopo la sabbiatura , mi è già capitato di consigliare al committente di non “trattare” il soffitto lasciandogli quest’ aspetto grezzo ed appena pulito. Al limite utilizzare della cera in pasta
    E’ un ‘ interpretazione un pò “moderna” del restauro, ma potrebbe raggiungere un piacevole risultato estetico.

    Per quanto riguarda i sali di Boro, mi risulta che si tratti di un metodo per preservare il legno da parassiti generici, solubile in acqua o in olio impregnante, e quindi perchè non farlo ?
    Segnalo inoltre l’ esistenza di impregnanti antitarlo ed antiparassitari probabilmente più efficaci, sebbene considerabili meno “bio” dei sali di boro.

    In merito al modo di costruire la soletta sopra al tavolato , consiglio di renderla indipendente dallo stesso ed armarla in modo autonomo non considerando la portanza del legno.

    Per quanto riguarda l’ invio di foto, le invio un’ indirizzo mail a cui fare riferimento.

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | ott 4, 2010 | Reply

  49. SALVE, ANCORA UNA DOMANDA… NELLA RISTRUTTURAZIONE STO RECUPERANDO MOLTISSIME PIASTRELLE QUADRATE IN TERRACOTTA PIUTTOSTO SPESSE, GRADIREI UTILIZZARE ALMENO IN UNA STANZA TALI MANUFATTI PER RICREARE LA VECCHIA PAVIMENTAZIONE; CONSIDERANDO CHE TALI PIASTRELLE NON SONO STATE TRATTATE IN ALCUN MODO E CHE DOPO UNA ACCURATA LAVATURA E ASCIUGATURA PRESENTANO NONONSTANTE L’USURA ANCORA UN BELL’ASPETTO, VORREI SAPERE CHE SOSTANZA POTREI UTILIZZARE PER TRATTARLE PRIMA DI RIPOSIZIONARLE, IN MODO CHE SIANO DI PIU’ FACILE PULITURA E CHE ABBIAMO CARATTERISTICHE DI UTILIZZO PIU’ CONFACENTI AI GIORNI NOSTRI.
    GRAZIE

    EDIS BARETTINO | ott 6, 2010 | Reply

  50. Buongiorno,

    le piastrelle di cotto antiche prevedono, dopo la pulizia ed il nuovo posizionamento, un trattamento con un acido ed in seguito un protettivo .

    La protezione può avvenire a mezzo di impregnanti sintetici o con un idrorepellente e la cera ( il secondo è il più bello come patina finale )

    Ci sono diverse aziende che forniscono il ciclo completo di pulitura : una per esempio si chiama FILA e si trova abbastanza facilmente.

    I trattamenti per essere efficaci richiedono esperienza ed in genere l’ uso di strumenti professionali come monospazzola etc., ma con un pò di buon senso pratico è possibile non fare danni.
    Nel caso non si sentisse sufficientemente sicuro esistono comunque artigiani che fanno i trattamenti su commessa.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | ott 6, 2010 | Reply

  51. SALVE SIGNOR GALLERO, LA RINGRAZIO MOLTO PER LA RISPOSTA SUL BLOG, MOLTO ESAURIENTE, LE INVIO DUE FOTO DEL SOFFITTO A CASSETTONI IN QUESTIONE, VORREI AVERE SE POSSIBILE UNA DATAZIONE APPROSSIMATIVA DEL MANUFATTO IN QUANTO COME LE HO DETTO L’IMMOBILE PER ALTRO MOLTO ANTICO, HA SUBITO NUMEROSISSIME MODIFICHE E AGGIUNTE NEL CORSO DEI SECOLI E SEMPRE SE POSSIBILE DALLA SOLA VISIONE DELLE IMMAGIN SAPERE SE EFFETTIVAMENTE UNA DELLE DUE ESSENZE E’ ROVERE E QUAL’E’ QUELLA DEGLI ELEMENTI PIU’ PICCOLI.NELLA SUA RISPOSTA HO LETTO IL SUO CONSIGLIO DI LASCIARE L’OPERA COM’E’ SENZA NESSUN TRATTAMENTO SUPERFICIALE O EVENTUALMENTE UN TRATTAMENTO A CERA; MI CONSIGLIAVANO AMICI UN TRASPARENTE… PENSA CHE NON SIA IL CASO? IL TRATTAM=
    ENTO A CERA INTENDE QUELLO TRADIZIONALE PER LA MANUTENZIONE DEI MOBILI? VORREI DARE AL LEGNO QUALCHE PRODOTTO PERCHE’ DOPO TUTTI QUESTI ANNI E’ ASSOLUTAMENTE “AFFAMATO”… PER ULTIMO VORREI CHIEDERE SE RITIENE NORMALE CHE SU UNO DEI TRAVONI IN ROVERE, DOPO CIRCA DUE MESI DALLA SABBIATURA SONO SPUNTATE DELLE MACCHIE SCURE RASSOMIGLIANTI A RESINA, BAGNATICCE LEGGERMENTE APPICCICOSE, IN PROSSIMITA’ DEI NODI… QUESTO MI SEMBRA MOLTO MA MOLTO STRANO… UNA FUORIUSCITA DI RESINA SU UN MANUFATTO COSI’ VECCHIO? C’E’ UNA SPIEGAZIONE?

    EDIS BARETTINO | ott 6, 2010 | Reply

  52. Buonasera,

    mi scusi il ritardo nella risposta.

    Il soffitto che mi ha mostrato in foto ha le molure tipiche del 700 per quanto riguarda trave travetti, cornicette; il modiglione sotto trave ha invece una foggia cinque/seicentesca.

    Le macchie di resina in prossimità dei nodi del trave, le sembrerà strano ,ma sono in realtà possibili anche a distanza di secoli.
    Tuttavia in questo caso rivelano che il trave è di un legno di conifera ( larice , pino abete etc. )e nel caso dei soffitti antichi potrebbe essere quasi esclusivamente in larice.
    Il rovere ( che è una latifoglia) non contiene resina.

    Purtroppo dalle foto non riesco a vedere bene le vene del legno , che essendo sabbiato le evidenzia in modo più confuso.

    Il trattamento a cera che consigliavo è tipo quello che si fa sui mobili, con cera in pasta leggermente colorata.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | ott 12, 2010 | Reply

  53. SALVE SIGNOR GALLERO, IN MERITO ALLA MIA PRECEDENTE DOMANDA, RELATIVA ALLA PRESUNTA RESINA, IN QUESTI GIORNI HO CERCATO DI DELINEARE MEGLIO IL PROBLEMA E LE POSSO ESPORRE QUANTO SEGUE:
    COME PRECEDENTEMENTE INDICATO, ALCUNI MESI FA HO INCARICATO UNO SPECIALISTA ALLA SABBIATURA COMPLETA DEL MIO SOFFITTO A CASSETTONI IN LEGNO IN QUANTO ERA COPERTO DA DIVERSI STRATI DI PITTURA DIFFICILMENTE ASPORTABILE CON METODI TRADIZIONALI.
    IL LEGNAME DOPO LA SABBIATURA APPARIVA SANO MA SECCO, IN QUANTO PER DIVERSI DECENNI ERA STATO RICOPERTO DALLE PREDETTE VERNICI COPRENTI TIPO SMALTI.
    DURANTE I MESI SUCCESSIVI NON SONO STATI EFFETTUATI INTERVENTI SULLA STRUTTURA LIGNEA IN QUANTO IMPEGNATO ALLA RISTRUTTURAZIONE DELL’EDIFICIO, CHIEDENDOLE ANCE SE SECONDO LEI ANDAVA BENE IL TRATTAMENTO CON I SALI DI BORO COME MI ERA STATO CONSIGLIATO.
    ALLO STATO ATTUALE L’AMBIENTE, ESSENDO IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE, E’ SPROVVISTO DI ALCUNE FINESTRE E SENZA RISCALDAMENTO.
    HO POTUTO NOTARE CHE LE MACCHIE DI CUI LE SCRIVEVO, SPUNTANO QUANDO, COME IN QUESTI GIORNI, STA PIOVENDO COPIOSAMENTE, CREANDO MOLTE MACCHIE BAGNATE SULLA SUPERFICIE SOPRATTUTTO NEI GROSSI TRAVI E NEI TRAVETTI PERPENDICOLARE, TALE PROBLEMA SI RISCONTRA MENO NELLE TAVOLE E NEI PARTICOLARI DI ESSENZA DIVERSA.
    SECONDO LEI E’ NORMALE TALE REAZIONE? E DA CHE COSA POTREBBE ESSERE DOVUTA? CHE GENERE DI TRATTAMENTO POTREI EFFETTUARE PER OVVIARE TALE INCONVENIENTE? SE TRATTASSI IL LEGNO CON I SALI DI BORO E SUCCESSIVAMENTE CON LA CERA COME DA LEI CONSIGLIATO, NON RISCHIEREI DI AVERE TALI REAZIONI?

    EDIS BARETTINO | nov 2, 2010 | Reply

  54. HO UN LOCALE DI 10MT X 5MT. CON TRAVI E NEL MEZZO CI SONO LE PERLINE, VORREI METTERE DEI
    CASSETTONI AL POSTO DELLE PERLINE POSSO AVERE
    DEI CONSIGLI
    GRAZIE

    RITA LILIANA AGAZZI | nov 29, 2010 | Reply

  55. In teoria si può fare, sempre che la differenza di altezza tra il filo basso dei travi e quello delle perline ammetta il riporto di travetti e tavole.

    In qualunque caso il primo esame che farei è quello di verificare cosa c’è al di sopra delle perline : se ci troviamo in una casa antica , potrebbero anche esserci i cassettoni precedentemente coperti ed ancora da restaurare.

    Per risponderle con maggiore precisione avrei tuttavia bisogno dell’ invio di qualche foto che ci aiuti ad esaminare la questione nel dettaglio.
    A tale scopo seguirà una mia mail con indirizzo a cui spedire eventuali foto .

    A presto

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | nov 29, 2010 | Reply

  56. Salve
    Sto restaurando una vecchia casa di campagna nella bassa Mantovana la casa risale ai primi del novecento, vorrei avere qualche dritta sul decapaggio delle travi che mi sembra l’unica soluzione per un restauro conservativo fedele , visto che non sono d’accordo col tipo di restauro che lascia le travi color legno.
    Grazie anticipatamente
    Alessandro

    Alessandro Vincenzi | giu 23, 2011 | Reply

  57. Buongiorno,
    credo che per essere conservativi la scelta debba dipendere dall’ osservazione di come normalmente erano in quella zona le travature, o addirittura che aspetto avevano quelle che sono state rimosse dalla sua casa.

    L’antichizzazione dei travi è possibile sia legno a vista che decorato e consunto(decapato); le varie tecniche possono tuttavia essere applicabili o meno a seconda se la travatura è già in opera o ancora smontata.

    In ogni caso per rispondere alla sua domanda l’ aspetto “decapato” mira ad ottenere il risultato di una vecchia verniciatura che nel tempo si è consumata e sporcata a causa di agenti atmosferici, usura, fumo dei camini etc.

    Il modo per raggiungerlo è quindi la stesura di una tinta non troppo tenace (tempere , tinte a calce etc) che una volta asciutte vengono poi consumate in modo irregolare con pagliettature e spazzolature ; a quel punto il legno riaffiora soprattutto sulle cuspidi delle sue irregolarità.

    Al termine di questa operazione si può infine decidere di sporcarlo a mezzo di cere, terre d’ ombra, bitumi o patinature varie.

    Il segreto per ottenere un ottimo risultato è quindi partire da un trave che abbia una superficie irregolare ( piallata manualmente, zappata , scoltellata )e non da superfici perfette , lavorate a macchina.

    Tutti questi elementi devono avere un equilibrio particolare tra di loro per ottenere un’ aspetto genuino, l’ operazione va quindi affidata a persona dotata di buon occhio e buone mani; suggerisco pertanto una attenta fase di campionatura del risultato finale prima di procedere.

    A presto

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | giu 25, 2011 | Reply

  58. Egregio Signor Galliero
    Volevo ringraziarLa per la sua risposta competente ed esaustiva, inoltre volevo porLe un altro quesito sempre a proposito di questa casa colonica dellabassa mantovana (un loghino in gergo) che sto restaurando, la casa è un liberty e nel corso dei lavori di sabbiatura che facccio io personalmente mi sono imbattuto in gradevoli affreschi floreali tipicamente liberty nascosti sotto i vari strati di pitture a calce, prima di fare disastri vorrei un consiglio dalla Sua esperienza e vorrei mandarLe delle foto, a quale indirizzo posso inviarle?
    In attesa di Sua cordiale risposta
    Le porgo
    I miei più cordiali saluti
    Vincenzi Alessandro

    Alessandro Vincenzi | lug 13, 2011 | Reply

  59. Buongiorno ,

    le invio la mia mail per la spedizione.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | lug 15, 2011 | Reply

  60. Buona sera.Sono un Architetto e mi occupo di realizzazione di soffitti a cassettoni.Sono tuttavia ancora sprovvista di una seria documentazione letteraria e tecnica in merito.Potete aiutarmi,cortesemente?Attendo una Vs mail.Grazie.Cordiali saluti.T.B.

    tiziana barel | ago 1, 2011 | Reply

  61. buongiorno,
    sto cercando n° 3 porte vecchie da adattare a apertura standard in una casa di campagna restaurata; l’apertura purtroppo non avendoci pensato in tempo, è stata pensata nelle dimensioni standard delle abitazioni moderne, quindio abbiamo 90 x 213-215. La casa è una semplice casa di campagna di fine 800 in cui una parte è stat ampliata dai precedenti propietari ed ha già un pò perso la sua natura. andrebbero bene anche delle riproduzioni . ha consigli da darmi? grazie

    raffaella caneparo | set 18, 2011 | Reply

  62. Buongiorno,

    posso consigliarla senza problemi.

    Sarebbe utile l’ invio da parte sua di qualche foto di altre porte originali della casa , e l’ indicazione della regione in cui si trova (riceverà una mail con indirizzo a cui spedirmele)

    Attendo riscontro

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | set 20, 2011 | Reply

  63. Salve
    Le sono arrivate le immagini degli affreschi?
    Non ho più ricevuto risposta
    Grazie
    Vincenzi Alessandro

    Alessandro Vincenzi | set 30, 2011 | Reply

  64. non ho ricevuto indirizzi mail nella posta. comunque le segnalo che attualmente non ci sono altre porte in casa; mi servono 2 porte contigue in due partei disposte ad angolo retto tra di loro ed una terza al piano di sotto. Forse potrebbero essere anche non tutte identiche.
    grazie

    raffaella caneparo | ott 6, 2011 | Reply

  65. Salve,sono Massimo Crisanaz da Trieste,volevo chiederle se è interessato ad acquistare dei pavimenti antichi originali a quadrotti,epoca ’800,dispongo di varie metrature,i prezzi partono dai 100 euro al mq in su, a seconda del tipo e condizioni del pavimento stesso.
    Aspetto un suo riscontro e intanto grazie per l’attenzione,saluti.

    Massimo Crisanaz,
    Tel 347…………..

    Massimo Crisanaz | ott 30, 2011 | Reply

  66. Buonasera,

    ho riscontrato un errore di indirizzo mail, le rispondo immediatamente.

    A presto

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | nov 1, 2011 | Reply

  67. Rispondo a Massimo Crisanaz:

    certo sono interessato, mi invii pure le foto indicanti quantità , caratteristiche e prezzi sulla mail che le spedirò a seguire .

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | nov 3, 2011 | Reply

  68. Salve, abbiamo acquistato un appartamento del 1960 il cui salone è pavimentato con un parquet a riquadri. a causa di alcune infiltrazioni dovremmo sostituire – cercando di trovare dei pezzi simili – circa 15 riquadri del formato 44,5 cm x 44,5. Voi vi occupate di questi lavori? io abito a Sassari. Nel caso le potrei inviare alla sua mail delle foto. Grazie

    Andrea Fiori | dic 9, 2011 | Reply

  69. appartamento del 1860! correggo.

    Andrea Fiori | dic 9, 2011 | Reply

  70. vorrei rivestire una parete di un appartamento di montagna, con del legno trattato termicamente, dove lo posso acquistare in val susa o piemonte/lombardia grazie.

    Lossani Giorgio | dic 10, 2011 | Reply

  71. Buongiorno,

    rispondo ad Andrea Fiori:

    Certamente , noi ci occupiamo di queste riproduzioni.

    Le invio pertanto un indirizzo mail a cui può rispondermi inviandomi foto e maggiori dettagli da lei conoscibili ( ad es. lo spessore del legno, se è posato incollato od inchiodato, se attualmente il sottofondo è ancora soggetto ad infiltrazioni , se per caso già conosce l’ essenza di legno di cui sono composti i riquadri, etc).

    A presto

    M.Gallero

    Maurizio Gallero | dic 11, 2011 | Reply

  72. Buongiorno,

    rispondo ora al sig. Lossani

    Per Valle d’ Aosta e Val di Susa noi stessi siamo rivenditori.

    Le invio quindi i ns riferimenti.

    A presto M. Gallero

    Maurizio Gallero | dic 11, 2011 | Reply

  73. Buongiorno sig . Fiori,

    ho ricevuto le foto che mi ha inviato riscontrando una notevole familiarità tra il suo pavimento e quelli Piemontesi dell’ 800, certamente non casuale e riferibile al Regno di Sardegna.

    Dalle foto riscontro la presenza di noce, ciliegio ed acero ( probabile la presenza di altre due essenze , non riconoscibili in foto ) ; la probabile composizione del disegno eseguita a mezzo di elementi in essenza a tutto spessore ed elementi intarsiati .

    Il suo intervento è certamente di mio interesse, sia per l’ eventuale fornitura di quanto a lei necessario, sia per formulare un parere eventualmente utile alla Direzione Lavori che consenta di mettere in condizione il cantiere e le maestranze coinvolte di salvare nel modo più corretto il pavimento.

    Da quanto vedo in foto , mi pare infatti che il pavimento sia “in patina” e necessiti pertanto fin da ora dell’ impostazione di particolari condizioni di conservazione durante i lavori che lo riguardano e che si svolgono nelle sue vicinanze; nonchè dell’ approfondimento delle corrette modalità di intervento per ciò che riguarda le integrazioni necessarie.

    Data la distanza geografica, a tal proposito le propongo una eventuale riunione sul mio sito ( privata ed a titolo gratuito) alla quale participino, oltre a me e lei, anche la direzione lavori ed eventuali maestranze coinvolte, ognuno dal proprio ufficio connesso ad internet e dotato di un microfono.

    Ritengo infatti tale modalità la più efficace per confrontare dettagli e pareri in tempo reale addivenendo velocemente ad una proposta d’ intervento , troverà comunque i miei recapiti telefonici in questa mail per un eventuale contatto telefonico.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | dic 12, 2011 | Reply

  74. Salve,
    vorrei sapere se mi può lasciare la sua mail per chiederle dei consigli..
    Abbiamo una casa di campagna in Toscana nella quale hanno creato nel 1990 un controsoffitto alto da terra 2,60-2,65 m usando travicelli nuovi in abete completamente anneriti con tavelle moderne e che si appoggia sopra tutti i tramezzi della casa..Risultato terribile, oltretutto l’intelaiatura di questi travicelli non ha previsto l’inserimento di qualche trave più grande e quindi questo soffitto appare un finto vecchio.
    Qualcuno, considerata l’ altezza esigua delle stanze, ci ha consigliato di decaparle conferendo più luce all’ambiente.
    Qualcun’altro ci ha detto di sabbiare comunque questi travicelli, magari inserendo qualche trave vecchio per interrompere la monotonia di queste assi.
    Secondo lei quale potrebbe essere l’intervento più conveniente per avere un buon risultato estetico?
    Grazie
    Silvia

    Silvia | dic 28, 2011 | Reply

  75. Buonasera,

    le invio come richiesto l’ indirizzo mail.

    In effetti per consigliarla necessiterei di qualche foto della casa e del soffitto in questione, di conoscere la dimensione delle stanze e di capire che tipo di ambiente le piacerebbe ottenere dalla trasformazione .

    A presto

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | gen 1, 2012 | Reply

  76. Buonasera,io vorrei sapere il tempo necessario di essiccazione del legno e a quanti gradi di calore deve essere. Grazie!

    Natascia | gen 6, 2012 | Reply

  77. Buon giorno,

    dovrei Fare un lavoro di rivestimennto pareti pavimennti ecc.
    in larice bio invecchiato ,
    mie puo indicare qualche fornitore dove posso
    prendere il legno .

    Distinti Saluti

    Roland

    Rolando | feb 9, 2012 | Reply

  78. Si posso indicarglielo ma dovrebbe segnalarmi da quale regione mi scrive , così le indicherò qualcuno vicino a lei.

    Attendo risposta

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | feb 10, 2012 | Reply

  79. Buon giorno,

    Grazie per la sua risposta veloce ,sono nella
    Provincia di Bolzano .

    Distinti Saluti

    Rolando

    Rolando | feb 10, 2012 | Reply

  80. Salve,

    dovrei restaurare un soffitto a cassettoni in un appartamento signorile del 500 in provincia di Perugia, purtroppo il legno non è in buono stato e soprattutto, negli anni, è stato verniciato con due strati di vernice, una scura sotto e poi uno strato grigio chiaro sopra. Mi può consigliare da dove partire, i metodi ecc. Vorrei anche un consiglio in quanto ho due idee: la prima è di ristrutturare il legno, dipingerlo di bianco in attesa di decorazione futura; la seconda è di riportare il legno a vista e di decorare poi sono l’interno delle tavole. Attendo una sua risposta.

    Grazie

    Fiammetta

    fiammetta | mar 11, 2012 | Reply

  81. Egregio sig.Gallero
    gradirei avere informazioni sul costo per una scala interna come sopra descritta di circa 20 scalini lunghi circa 90 cm.
    Chiedo cortesemente un contatto telefonico del produttore.
    Ringraziando anticipatamente porgo i migliori saluti.

    federico errico | mar 13, 2012 | Reply

  82. Buongiorno,
    il produttore si trova all’ estero, verifico sua disponibilità a contatto con cliente finale, richiedo i prezzi aggiornati e glieli faccio avere.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mar 13, 2012 | Reply

  83. Gent. sig.ra Fiammetta,

    per risponderle avrei bisogno di vedere qualche foto : le invio un indirizzo mail a cui mandarle.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | mar 13, 2012 | Reply

  84. caro sig.Gallero le ho lasciato nella mail che mi ha inviato le foto che mi ha chiesto, aspetto sue notizie.

    grazie

    fiammetta | mar 30, 2012 | Reply

  85. egregio sig. Gallero
    Dovrei restaurare una decorazione all’esterno di una vecchia casa di Milano.
    L’affresco è ben conservato in buona parte ma in alcuni punti è quasi completamente sparito.
    Riesco a riprodurre la decorazione e lavorerei con colori acrilici ;ma non sono sicura che siano i materiali giusti.
    Vorrei da lei un consiglio.
    Grazie
    Maria

    Maria | mar 31, 2012 | Reply

  86. Egregio sig gallero,
    recentemente abbiamo ristrutturato casa a torino. Una volta tolto il cannicciato sono riapparsi i cassoni. adesso volevo chiederle come procedere per il restauro. Per ora li ho solo carteggiati a mano (devo premettere che prima sono stati sabbiati e tutti i decori che c’erano sono ahimè spariti). Cosa dovrei dare: prima un antitarlo, poi l’impregnante, indi la cera.. La prego mi aiuti.
    Se mi manda la sua email vorrei anche mandarle qualche foto per sapere di che legno sono fatti.ùGrazie infinite

    francesc | apr 12, 2012 | Reply

  87. E’ possibile datare un antico pavimento in cotto?
    Grazie

    Giorgio | mag 2, 2012 | Reply

  88. Salve,
    dovrei restaurare dei soffitti a cassonetto fatti in gesso e colonne con capitello in cemento (vecchia ex stalla in casa rurale nella pianura padana); in piu’ occorre metterli in sicurezza perché con le scosse di terremoto sono comparse crepe abbastanza rilevanti. Vorrei sapere se potete intervenire oppure se potete indicarmi ditte specializzate della mia zona, oltre ad un preventivo.
    grazie e saluti.
    Edi.

    EDI | giu 9, 2012 | Reply

  89. Buonasera sig Maurizio, innanzitutto volevo farle i complimenti per la sua professionalità e conoscenza. ho appena acquistato un piccolo rustico da restaurare vicino a Saronno, e sto cercando dell’assito in rovere antico per gronde e porticati con i relativi travetti di varie misure, ho paura di imbattermi in legname che arriva dall’estero pieno di radiazioni. Ora le chiedo se lei ha la possibilità di indicarmi qualce raccoglitore ( a proposito lei fa solo restauri o ha anche un’ attività di coomercio?)volevo contattarla telefonicamente ma non ho trovato numeri.. le chiedo inoltre se è possibile lasciare sottogronda il legno spazzolato e cerato; adoro i trattamenti naturali.. le lascio il mio num di tel 348XXXXXXX per eventuali segnalazioni, in attesa di un suo riscontro la saluto cordialmente Franco.

    franco costagliola | giu 16, 2012 | Reply

  90. Buongiorno Franco,

    la mia attività prevede consulenza, progettazione , restauro , produzione e commercio .

    Le invio come richiesto una mail con i miei riferimenti telefonici.

    Per quanto attiene al reperimento del legno vecchio posso certamente segnalarle come reperirlo , sempre che i dimensionamenti che le occorrono siano facilmente reperibili in patina .

    Il trattamento superficiale conviene farlo, volendo mediante l’ utilizzo di oli naturali ( che ovviamente prevedono una manutenzione nel corso del tempo ), il legno grezzo sarebbe un pò troppo esposto agli agenti atmosferici ed ai parassiti.

    Nel caso in cui non trovasse i formati in patina e necessitasse quindi di ridimensionarli, il loro aspetto tornerebbe ad essere un pò “vivo”
    Per riportare questo ad un ‘ aspetto invecchiato ed ingrigito (tutto il legno lasciato naturale in esterno ingrisce col tempo) si potrebbe montarlo grezzo e proteggerlo quando avesse raggiunto l’ aspetto desiderato.

    A presto

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | giu 18, 2012 | Reply

  91. Egr. SIg. Gallero
    sto ristrutturando un appartamento nel centro storico di Roma e dopo aver demolito un controsoffitto con incannucciate è apparso un soffitto in legno con travi e travicelli in castagno, purtroppo alcune parti delle travi sono ammalorate ed in alcuni punti attaccate dai tarli. Il trattamento che ho fatto fare fin’ora è stato: antitarme e stuccatura con kc1, successivamente sono molto confusa sulla procedura poichè la proprietà ha deciso di tinteggiare tutto il soffitto con un bianco avorio e poi esegurie delle piccole decorazioni. Ora Le chiedo gentilmente un consiglio sulle procedure da adottare fino all’esecuzione della decorazione poichè mi parlano di fondo con cementite o consolidante o tutte e due?? successivamente la pittura a tempera o smalto ad acqua o cosa???. Le lascio il mio num di tel 347908xxxx per eventuali chierimenti, in attesa di un suo riscontro la saluto cordialmente Federica.

    Federica | giu 25, 2012 | Reply

  92. Buongiorno Federica,

    A partire dalla scelta della proprietà di restaurare i soffitti e decorarli in tinta conviene in primis verificare se il cantiere è sotto il vincolo della Sovrintendenza ed in questo caso quali siano le loro indicazioni in merito.
    Verificata quindi la concordanza della scelta iniziale con quanto possibile realizzareseconod la sopra citata autorità mi pare corretta la stesura dell’ antitarlo, il consolidamento delle parti ammalorate a mezzo di prodotti tipo Paraloid o similari e la successiva decorazione.
    Per quanto attiene a questa fase il restauro tradizionale prevederebbe l’ utilizzo di colori a calce o tempere, in quanto colori disponibili all’ epoca.

    Non utilizzerei quindi come fondo la cementite che risulta molto fastidiosa da respirare per il suo solvente e di costo elevato.

    Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti

    A presto

    M Gallero

    admin | giu 26, 2012 | Reply

  93. egr sig maurizio tratto costruisco mobili in legno vecchio specialmente cucine e boaserie, presso un mio cliente ho smontato un soffitto a mio avviso molto bello e antico datato 1805
    mi dispiace usarlo come materiale. visto che non ho clienti per questo tipo di merce, ho trovato il suo sito.

    se le interessa mi puo contattare saro lieto di mandarle le foto e le dimensioni. ho le foto di prima quand’era montato e dopo quando lo smontato e lavato. saluti massimo

    massimo | lug 17, 2012 | Reply

  94. Salve,
    volevo chiederle riguardo la ripittura di un vecchio soffitto a cassettoni (c. 4x4mt) nella mia casa in Abruzzo, premetto che ho alcune competenze decorative e in passato mi è capitato di ridipingere un vecchio soffitto con la bottega dove ho lavorato, ma vorrei fare un lavoro più accurato.
    Il soffitto è stato dipinto dal precedente proprietario completamente di nero! credo con pittura ad olio. Come posso muovermi?
    Grazie
    Alessia

    alessia | lug 24, 2012 | Reply

  95. vorrei capire la differenza tra il legno Larice BIO ed il legno Larice Termotrattato
    grazie

    Pierluigi | ott 9, 2012 | Reply

  96. In realtà i due termini vengono utilizzati normalmente per indicare la stessa cosa:
    ossia un larice che grazie alla cottura in forno possiede già una colorazione bruna in tutto lo spessore del massello, e quindi potrebbe non richiedere colorazioni ulteriori per sembrare già vecchio.

    M Gallero

    Maurizio Gallero | ott 13, 2012 | Reply

  97. Salve,sono Massimo da Trieste,tempo fa mi aveva detto che era interessato a pavimenti antichi in massello,ora avrei qualcosa da proporle,se è ancora interessato la prego di contattarmi,saluti.

    massimo | nov 11, 2012 | Reply

  98. Salve, ho un soffitto a cassettoni dipinto con motivi floreali del 1500, vorrei sapere che stima puo’ avere per valutarne la vendita.
    Un ringraziamento anticipato. Marco

    marco | nov 15, 2012 | Reply

  99. Buon giorno,

    ho un vecchio granaio in toscana del 1890, tetto a falda, travi in legno e pianelle.
    circa 20 anni fa era stato sabbiato e poi nulla più.
    le travi sono molto polverose, vorrei capire se per pulirle basta spolverarle o se è bene passarle con una spugna bagnata d’acqua.
    poi antitarlo.
    e dopo cosa consiglia? impregnante cerato?
    cosa mi dice dell’olio di lino cotto miscelato a metà con acquaragia inodore?
    Vorrei far venir fuori le venature del legno.
    Non vorrei scurire troppo, e non desidero dare al legno un aspetto lucido.
    per le pianelle cosa mi consiglia?

    grazie mille,
    lia

    LIA GRILLI | dic 1, 2012 | Reply

  100. Buongiorno Massimo ,

    mi invii pure maggiori dettagli presso restaureasrl@gmail.com in modo che io possa valutare meglio il materiale in suo possesso.

    Grazie

    Maurizio Gallero

    Maurizio Gallero | dic 2, 2012 | Reply

  101. Buongiorno Marco,

    attendo anche da lei su restaureasrl foto e dettagli per eseguire la valutazione.

    A presto

    Maurizio Gallero | dic 2, 2012 | Reply

  102. In merito alle travi del granaio della sig.ra Grilli, a parte consigliarle una prima pulitura a mezzo di aria compressa è difficile darle un consiglio sul trattamento senza eseguire una campionatura.

    Infatti, è probabile che la sabbiatura abbia conferito alle travi una notevole porosità e che pertanto la maggior parte delle finiture possibili rendano immediatamente molto scuro il colore del legno ( l’ olio di lino probabilmente è quello con cui si otterrebbe il colore più scuro ).

    Le consiglio pertanto una prova con della cera in un punto poco in vista: se questo tentativo non la soddisfacesse in merito allo scuro dovrebbe passare ad una vernice che praticamente non altera il colore del legno grezzo, pur proteggendolo.
    Nel caso mi contatti per averne i riferimenti, anche se le anticipo che ha un costo abbastanza elevato ( circa 150 euro + iva per trattare 30 mq in due mani )

    Maurizio Gallero | dic 2, 2012 | Reply

  103. Sig. Maurizio buongiorno, avrei anch’io una domanda da porle: sto ristrutturando un appartamento cielo-terra nel centro storico di un paese delle Marche. Ho cercato di conservare il più possibile il materiale esistente ora però sono arrivata alle porte. Quelle che ho trovato non erano recuperabili per cui avrei pensato di acquistarne in abete grezze. La domanda è:come le devo trattare? tenga presente che non mi piace la laccatura ma una tinta semiopaca a cera. Qual’è la preparazione?
    La ringrazio

    Mariateresa | gen 20, 2013 | Reply

  104. Buonasera sig ra Mariateresa,

    Mi spiace ma dalla sua domanda non mi è chiaro se la finitura che vuole ottenere è legno a vista oppure un colore che copra completamente il legno.
    La pregherei di specificarmelo .
    Grazie

    Maurizio Gallero | gen 21, 2013 | Reply

  105. Buongiorno Sig. Maurizio Gallero,

    Le scrivo perché ho avuto modo di visionare sul sito internet i lavori da Lei seguiti ed ho apprezzato molto la cura, la passione ed il rispetto per il passato con le quali sono stati eseguiti.

    Sto ristrutturando un appartamento anni ’20 e sto avendo difficoltà nella sostituzione dei serramenti esterni in quanto voglio rispettare il più possibile l’estetica di quelli esistenti che devo cambiare per forza perché messi male.

    Ho contattato un falegname che dovrebbe eseguire una copia degli esistenti per quanto possibile dovendo rispettare le normative CE (vetri camera 4-20-4 a basso emissivo).

    Essenza: Come essenze mi sono state proposte il frassino o hemlock. Il primo farebbe intravedere comunque un po le venature del legno (anche se non spazzolato), mentre il secondo permetterebbe una laccatura uniforme (forse più simile alle laccature che venivano fatte in quegli anni, ma ho paura di ottenere un effetto alluminio ed ho letto che se non trattato bene può dare problemi con attacchi di funghi). La verniciatura dovrebbe essere eseguita con vernici eco compatibili all’acqua.

    Canalino vetro: me lo hanno proposto di colore bianco in modo da renderlo meno evidente rispetto all’argentato. Secondo lei sarebbe una scelta giusta?

    Guarnizioni: bianche.

    Ferramenta di sostegno: cerniere registrabili con coperture in stile da applicare.

    Maniglie: verranno rimontate quelle esistenti.

    La ringrazio in anticipo per i suoi preziosi consigli.

    Saluti,
    Roberta

    Roberta | apr 1, 2013 | Reply

  106. Buonasera Roberta,

    In merito all’ essenza lignea , in realtà le due propostele sono abbastanza simili come prestazioni ,
    priviligerei tuttavia la richiesta che gli elementi fossero composti in Listellare massello garantendone quindi maggior stabilità dimensionale .

    Venendo alla verniciatura chiederei garanzie e certificazioni scritte del ciclo di verniciatura che deve essere eseguita almeno in quattro mani .
    Sarà infatti quest ‘ultima il primo importante filtro agli agenti atmosferici ,funghi etc .
    È quindi fondamentale che avvenga secondo i moderni criteri tecnici.

    M. Gallero

    Maurizio Gallero | apr 2, 2013 | Reply

  107. buongiorno Gallero,
    siamo falegnami serramentisti in prov di MB,
    un cliente ci ha chiesto di realizzare un pavimento in legno a quadrettoni da 50 x 50 cm.
    Legno Noce nazionane biondo e Noce canaletto scuro per contrasto colori.
    1_ può indicarmi qualche produttore che lo realizzi a disegno?
    2_ se lo facessimo noi ( normalmente lo realizziamo a doghe continue avvitato su fenolico ) potrebbe funzionare 6mm di noce incollato su marino/fenolico da 15mm, il tutto incollato al massetto? grazie Walter Fullin.

    Walter Fullin | apr 15, 2013 | Reply

  108. Salve egregio sig. Gallero.
    Mi sono imbattuta nel suo blog alla ricerca di informazioni circa la manutenzione di soffitti a cassettoni, e le scrivo per chiederle un consiglio.

    Sto valutando l’acquisto di un appartamento a Milano che ha questa tipologia di coperture (le allego due foto di esempio) e mi chiedevo se non mi stessi imbarcando in un’impresa troppo complessa e costosa, sia per quanto riguarda l’eventuale restauro sia per la successiva manutenzione.
    Il mio parquettista di fiducia sostiene che è possibile effettuare un trattamento con resine coprenti che garantisce una durata di decine di anni anche come antitarlo.
    Lei che ne dice?

    Grazie e cordiali saluti,

    Giulia

    Giulia | apr 22, 2013 | Reply

  109. Buongiorno

    Per quanto attiene al trattamento antitarlo non si preoccupi , normalmente se la può cavare con qualche decina di euro al mq, sebbene senza una garanzia della completa scomparsa dei parassiti in quanto non è possibile agire al di sopra della supericie attualmente a vista .

    In merito al restauro tutto dipende da quale aspetto finale vuole ottenere .

    I due soffitti attualmente sembrano in ottimo stato di conservazione dal punto di vista falegnameristico, il problema pertanto si concentra sull’ aspetto decorativo. Tale costo puo’ essere basso nel caso in cui lei manutenga i decori attuali ( se questi attualmente risultano ben aderenti e conservati) ed aumentare in base a quanto lei sarà interessata a modificarne l’aspetto .
    Purtroppo mi risulta difficile suggerirle di più in base ai dati in mio possesso , ed alle foto inviatemi

    Aggiungo tuttavia che tutti e due i soffitti non sono a mio avviso originariamente provenienti dal periodo cui si riferiscono i loro decori, inoltre potrebbero essere dei rivestimenti posati per impreziosire l’ambiente preesistente.

    Mi stupisce infatti la loro regolarità ed assenza di crepe nei travi , cosa che sarebbe impossibile in un soffitto di legno portante con qualche centinaio di anni.

    Tuttavia , senza un’analisi sul posto, quanto sopra evidenziato resta una semplice impressione

    In nessun caso comunque affidi questo tipo di valutazioni al palchettista : in quanto probabilmente abituato a trattare manufatti di natura strutturale decisamente diversa , verniciature non adatte ai soffitti ecc ecc ecc …..ed effettivamente questo già traspare dal consiglio di bloccare tutto con una resina, come da lei riportatomi .

    Restando disponibile ad ulteriori analisi, le porgo i miei migliori saluti.

    Cordialmente

    Maurizio Gallero Alloero

    Maurizio Gallero | apr 22, 2013 | Reply

  110. Buongiorno sig. Gallero
    Mi può dare alcuni indirizzi di produttori l’arice cotto / evaporato ?
    La ringrazio della cortesia.
    Uberti A.

    uberti atos | giu 15, 2013 | Reply

  111. Buongiorno, sto ristrutturando un appartamento nell’ alto novarese e vorrei mettere delle porte antiche.
    non ho la piu’ vaga idea di come e quali.
    potrei visitare il suo shoowroom?
    Grazie

    adamo | lug 5, 2013 | Reply

  112. Buongiorno,

    avrei necessità di affiancare agli architetti che stanno seguendo, con ottimi risultati e professionalità la ristrutturazione di un antico palazzo di mia proprietà, un consulente con approfondita conoscenza dei dettagli tecnici dei manufatti antichi, conoscenza degli stili e visione propositiva globale in merito alle integrazioni:posso chiederle un sopralluogo , se interessato ?
    Sarebbe disponibile anche all’ estero ?

    La ringrazio anticipatamente.

    G.F.B

    G.F.B. | ago 28, 2013 | Reply

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